Nel periodo post-pandemico abbiamo assistito a un rinnovato interesse per la festa come dispositivo di aggregazione giovanile, accompagnato da una narrazione mediatica che tende a ridurla a dispositivo rischioso da controllare.
Come psicologi interessati alle culture giovanili contemporanee, interpretiamo la domanda di partecipazione ai contesti musicali di festa come risposta reattiva alla cultura dell’individualismo in cui siamo immersi.

L’intervista: un’esplorazione della scena musicale elettronica italiana
Per esplorare il rapporto tra festa, musica e nuove generazioni, Cecilia Vecchio e Giuseppe Donatiello di Studio Cras hanno realizzato per Scomodo un’intervista con Cosmo e GNMR, due protagonisti della scena musicale elettronica italiana. È possibile leggere l’intervista integrale su Scomodo e una versione editata su Vanity Fair. Ci siamo chiesti: come è rappresentata la festa dai giovani, oggi?
L’intervista ha assunto la forma di una conversazione aperta e associativa, che ci permette di conoscere meglio le culture che attraversano i contesti aggregativi musicali.
Festa e spettacolo: due modelli culturali a confronto
Dalla conversazione con Cosmo e GNMR sono emerse tematiche che ritroviamo spesso nel nostro lavoro con le culture giovanili:
- La contrapposizione tra festa come esperienza partecipativa e spettacolo come forma di intrattenimento passivo
- Le dinamiche di inclusione ed esclusione negli spazi di aggregazione
- Il rapporto tra musica e costruzione dell’identità sociale
- La responsabilità di artisti e organizzatori nella creazione di contesti capaci di creare appartenenza e comunità
Anche qui, come nella nostra ricerca sulle culture aggregative del territorio di Roma Est, emergono due mondi contrapposti: da un lato la cultura dell’intrattenimento, dove si è spettatori e consumatori; dall’altro la cultura del divertimento, dove si costruiscono insieme appartenenze e comunità.

La festa come motore per lo sviluppo di comunità
L’intervista mette in primo piano la competenza di chi opera in questi contesti nel pensare criticamente i rapporti di potere e nel proporre alternative alle modalità di rapporto fondate esclusivamente sul consumo.
La festa emerge come spazio intermedio della convivenza, in cui giovani e meno giovani possono sperimentare forme di partecipazione collettiva differenti dai luoghi di passaggio e consumo della quotidianità urbana.
Parlare con Cosmo e GNMR ci ha lasciato con alcune domande che che riteniamo centrali nel nostro lavoro: come si costruiscono spazi che favoriscono l’incontro e la convivenza? Come promuovere lo sviluppo di contesti in cui le persone possano sentirsi parte di una comunità? E soprattutto: che ruolo può avere la cultura nel rispondere alle domande che attraversano le nuove generazioni?
Leggi l’intervista completa:
Parole chiave: psicologia e giovani, aggregazione giovanile, cultura musicale, Cosmo GNMR, festa e socialità, musica elettronica, Studio Cras, culture giovanili, psicologia e musica

