Una sera del 2018 eravamo a Vicolo del Cedro, nel cuore di Trastevere a Roma, dove ha sede SPS Studio di Psicosociologia (https://spsonline.it/sps/), che ci ha formato in psicoterapia psicoanalitica, intervento psicologico clinico e analisi della domanda. Avevamo chiesto una consulenza a Renzo Carli1 e Rosa Maria Paniccia2 perché desideravamo costruire un servizio di psicoterapia che nascesse dall’esperienza che avevamo maturato all’università con la cattedra di Intervento Psicologico Clinico – come tesisti prima e tirocinanti poi – e che si stava consolidando con la scuola di specializzazione in psicoterapia.

Quella sera Rosa Maria Paniccia era fresca di studi sull’iconografia del corvo. Ne parlammo e continuammo a pensarci.
Anticamente celebrato come creatore del mondo e mediatore tra gli dèi e gli uomini, il corvo incarna un potente archetipo di conoscenza, memoria e profezia. Prima di essere associato all’oscurità, è stato per millenni un simbolo di luce e sapienza.
Nelle tradizioni più antiche il corvo è un potente simbolo solare e cosmico: uccello primordiale, mediatore tra cielo e terra, creatore e portatore di conoscenza.
Nelle culture nordiche accompagna Odino con i suoi corvi Huginn e Muninn, “Pensiero” e “Memoria”, incarnando sapienza e capacità profetica.
Nel mondo greco è consacrato ad Apollo, dio della luce e della divinazione, mentre a Roma è animale augurale, osservato per trarne segni del volere divino.
Con il Cristianesimo la sua immagine si trasforma: da emblema di intelligenza e visione diventa simbolo di peccato e di morte. Agostino d’Ippona interpreta il suo verso come “cras” (dal latino “domani”), associandolo al rinvio del pentimento e all’ammonimento della fine. Così il nero del piumaggio, da segno di potenza, si fa colore morale e presagio d’ombra.
Restammo affascinati da questa lunga traiettoria simbolica della sua rappresentazione. Tornare alle origini del simbolo, trasgredire alla sua rappresentazione cristiana nefasta, ci apparve un’azione culturale e clinica: sottrarre il segno alla sua condanna, riaprire la polisemia. Così, in quel “cras” iniziammo a intravedere un futuro possibile. Non più il domani che procrastina, ma il domani che fonda; non l’ombra che incombe, ma il pensiero e la memoria che, come Huginn e Muninn, tornano a posarsi sulle spalle di chi prova a immaginare un mondo nuovo.

Note a piè di pagina
- È stato professore ordinario di Psicologia clinica presso la Facoltà di Psicologia 1 dell’Università “La Sapienza” di Roma, presidente del corso di laurea “Intervento clinico per la persona, il gruppo, le istituzioni”, direttore di Rivista di Psicologia Clinica, fondatore e direttore di SPS Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica – Intervento Psicologico Clinico e Analisi della Domanda. ↩︎
- Già Professore Associato presso la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università di Roma “Sapienza”; Direttrice di Quaderni di Psicologia Clinica, Direttrice di SPS Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica – Intervento Psicologico Clinico e Analisi della Domanda. ↩︎

